Architettura

Furore, come molti paesi della Costa d’Amalfi, è caratterizzato da una zona abitata a monte e da un nucleo sulla costa, la marina di Furore o “Fiordo”. Ma, al contrario degli altri, possiede una “forma” urbana caratterizzata dall’assenza, quasi totale, di slarghi e piazze.

Questa particolare condizione urbanistica è diretta conseguenza della struttura geomorfologica del territorio, enfatizzata dall’assetto della rete stradale più recente che, per adattarsi all’orografia, si sviluppa su tornanti sinuosi che sembrano ricordare “il tracciato di un sismografo”.

L’architettura del paese non poteva non essere fortemente condizionata da questa generale situazione urbanistico-territoriale.

Una delle letture più interessanti di questo tipo di architettura è quella che Armando Schiavo effettua nel suo Monumenti della Costa d’Amalfi. In questo lavoro, infatti, la realtà architettonica della Costa è analizzata nella sua integrità storico-ambientale individuando, con chiarezza, il suo peculiare genius loci e facendo derivare da questo le particolari scelte costruttive, tipologiche e formali delle costruzioni architettonicamente più rilevanti.

Le chiese di Furore, ad esempio, sono considerate ed analizzate nella realtà e nei confronti della tradizione figurativa dell’intera area. Anche se non appartenente alla sfere dell’architettura, per così dire, “alta” della Costa, queste costruzioni presentano caratteristiche di rilievo se esaminate, per l’appunto, come elementi del sistema ambientale nel quale sono sorte.

Discorso diverso è da svolgersi per l’architettura del Fiordo che si connota come un episodio singolare fortemente caratterizzato dal punto di vista ambientale e costruttivo: mulini, cartiere, borgo dei pescatori, strutture produttive costituiscono, infatti, un sistema armonico recentemente rivalorizzato e recuperato ad un uso colto e di “memoria” storica del vissuto di questi luoghi.

Ultimo aggiornamento

11 Febbraio 2021, 10:44